Imprenditoria esponenziale


15 differenti liste di cambiamenti paradigmatici per la storia umana, inserite in un grafico in scala logaritmica, mostrano una crescita esponenziale.

Imprenditoria esponenziale: è il titolo del convegno organizzato nell’ambito del Green Social Festival sabato pomeriggio. Due panel uno costituito dal Singularity University Team e uno da imprenditori del calibro di Roberto Siagri – Eurotech – e Andrea Pontremoli – IBM e Dallara -, il presidente di Italian Angels For Growth Francesco Marini Clarelli e Dario Braga – Prorettore dell’Università di Bologna -coordinati da Emil Abirascid – animatore di Start-Up Business e Direttore di Innov’Azione - si sono confrontati per approfondire i temi delle tecnologie del futuro, del rapporto tra ricerca e impresa e tra invenzione e innovazione.

Convegno davvero molto interessante. Il primo panel introdotto da Chiara Giovenzana e da una sua coinvolgente intervista a Ismail Salim – executive Director della University- collegato in teleconferenza dalla Silicon Valley – è proseguito con gli interventi di Luca Escoffier, Valentina Margaria e Erich Ezechieli alternando video molto suggestivi, testimonianze dell’esperienza vissuta dai ragazzi nella Singularity University e descrizione di alcune delle tecnologie chiave che risolveranno i grandi problemi economici e sociali del futuro.

Molto interessanti alcuni passaggi nel panel di Roberto Siagri e Andrea Pontremoli.

Pontremoli: “C’è una differenza sostanziale tra invenzione e innovazione: la prima la possono fare un gruppo di persone chiuse in una stanza. La seconda deve diffondersi fino a diventare cultura.”

Siagri: “Non investirei mai in un inventore (…) Le storie di grandi imprese di successo sono spesso le storie di grandi “coppie”: Hewlett e Packard (..) uno più orientato alla ricerca e uno più orientato al business (…) L’invenzione da sola non produce soldi.”

Pontremoli: “L’impresa del futuro è una impresa sociale in grado di coniugare il business con la soluzione dei problemi sociali ed economici del mondo.”

Siagri: “Anche io condivido l’idea di Andrea. Il Brevetto non ha futuro. La sfida dell’impresa del futuro è la costruzione di eco-sistemi.”

Pontremoli: “Oggi non si parla più di Technology Transfer ma di Knowledge Transfer.”

Il tema delle tecnologie esponenziali per chi si occupa di technology transfer è molto dibattuto.
Kurzweil uno dei grandi mentor della Singularity University quando si riferisce a questo concetto lo definisce partendo da una generalizzazione della Legge di Moore -cito dal Blog www.kurzweilai.net -:

“An analysis of the history of technology shows that technological change is exponential, contrary to the common-sense “intuitive linear” view. So we won’t experience 100 years of progress in the 21st century — it will be more like 20,000 years of progress (at today’s rate). The “returns,” such as chip speed and cost-effectiveness, also increase exponentially. There’s even exponential growth in the rate of exponential growth. Within a few decades, machine intelligence will surpass human intelligence, leading to The Singularity — technological change so rapid and profound it represents a rupture in the fabric of human history. The implications include the merger of biological and nonbiological intelligence, immortal software-based humans, and ultra-high levels of intelligence that expand outward in the universe at the speed of light.” (continua qui)

Uno dei temi centrali degli studi e delle analisi di Kurzweil è l’evoluzione di molte tecnologie come singolarità.
La singolarità tecnologica è un concetto che appartiene a una “scienza” molto citata ma poco conosciuta: la futorologia.
La prima volta che ho letto dell’esistenza di questa “pseudo-scienza” stavo preparando la mia tesi di laurea. Analizzavo le ragioni che spingono le case editrici scientifiche ad acquisire migliaia di riviste provocando un livello di concentrazione molto elevato nel mercato. Tra i tanti motivi, anche se forse il meno importante, vi è la possibilità di analizzare i trend di citazioni – analisi bibliometrica -.
Un grande database può contenere informazioni molto rilevanti a riguardo, molte di più di quante non ne possano contenere i database frammentati e non integrati di molte case editrici sparse per il mondo. Se si applicano modelli previsionali a quell’enorme mole di dati si possono produrre forecasts, con margini di errori più o meno grandi, sui trend di ricerca, sull’efficacia della ricerca scientifica in determinate aree rispetto ad altre e si possono quindi ottenere informazioni molto rilevanti sul ritorno degli investimenti e sulle probabilità di successo delle ricerche stesse.

In particolare una “scienza” chiamata Scientometria studia – cito da Wikipedia -

“the evolution of science through some quantitative measures of scientific information, as the number of scientific articles published in a given period of time, their citation impact, etc. In a highly controversial form, the scientometry is applied as the mere basis for evaluating performance and funding of different scientific units (institutions, teams, individuals).”

La futurologia “è il tentativo di prevedere, con un approccio scientifico, il futuro più o meno remoto dell’umanità”.

Il punto di contatto tra tecnologie esponenziali e futurologia è il knowledge transfer. Costruire eco-sistemi in grado di diffondere rapidamente innovazioni è allo stesso tempo il presupposto per affrontare “the big challenges of the future” e il veicolo più efficace per diffondere le risposte tecnologiche individuate rendendo le invenzioni innovazioni diffuse.
Intercettare le traiettorie tecnologiche del futuro in questa prospettiva significa seguire gli andamenti di tali eco-sistemi mantenendosi in una posizione di percettività e potenziando il pensiero strategico.

Seguendo il ragionamento di Chiara al termine del primo panel “stare al di fuori di questi grandi processi di trasformazione significa non goderne i relativi benefici economici” … rifiutando – aggiungo io – l’esistenza e il potere di trasferimento del sapere di eco-sistemi in grado di cambiare il mondo.

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3 thoughts on “Imprenditoria esponenziale

  1. Luca Leonardini scrive:

    Bellissimo post. Mi trovo a condividere ogni singolo punto riportato. Sto leggendo il libro della Teoria della Singolarità di R.Kurzweil (non è una passeggiata): sono arrivato quasi a metà e mi fa piacere trovare riferimenti al suo pensiero … oltre che nei miei post e articoli. ;-)

  2. francescobaruffi scrive:

    Grazie Luca. Troppo gentile!!! ;-) Mi fa davvero piacere condividere questa passione. Ho letto questo http://www.lucaleonardini.com/it/blog/winds-change …..molto interessante ;-)

  3. […] oggi sentire parlare di Tokio in quei termini ma ricordo ancora le parole di Luca Escoffier al Green Social Festival di sabato scorso: “I Giapponesi sono estremamente colpiti dall’atteggiamento di certa […]

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