Crowd Accelerated Innovation


Ho letto questa notte l’articolo di Chris Anderson su Wired Italia. Sono rimasto molto colpito.

Da alcuni anni mi occupo di innovazione, knowledge management, creazione d’impresa hi-tech e sto verificando sul campo gli effetti molto significativi che stanno producendo i social media e i social network sui processi innovativi nelle imprese:
1. accelerazione molto forte nel trasferimento della conoscenza soprattutto grazie al crowdsourcing;
2. necessità di controllo di canali molto differenziati per comprendere gli andamenti di molti mercati in molti settori;
3. il mercato dell’attenzione che si frammenta e che richiede un tipo di know how molto meno formalizzato di un tempo per gestire strumenti e tool di comunicazione;
4. un atteggiamento molto diverso nel fare innovazione da parte delle persone/team che la producono- se non sei social, se non Ti confronti, se non dai del Tu, se non condividi e hai paura di confrontarti con altre competenze rimani indietro e dopo poco Ti è difficile recuperare il terreno perso;
5. iperspecializzazione in alcuni settori ed emersione di competenze trasversali concentrate sul mettere in relazione;
6. trasferimento di know-how, brevetti, tecnologie da un settore ad un’altro e crescita del ruolo dei business model nella creazione di ricavi e redditività rispetto al prodotto finale – tangibile o intangibile -.

Non avevo pero’ mai compreso gli effetti dell’estremizzazione di questi fenomeni.
Uno di questi è proprio il fenomeno/modello di cui parla Chris Anderson riassunto in modo molto efficace da
Luca Baiguini:
Secondo Anderson, la Crowd Accelerated Innovation richiede tre ingredienti fondamentali:
1. La comunità: un insieme di persone che condividono un interesse.
All’interno della comunità non tutti sono innovatori: devono essere ricoperti anche altri ruoli fondamentali (il trend-spotter, l’evangelizzatore, il superdiffusore, lo scettico, il semplice partecipante)
2. La luce:il lavoro e il contributo di tutti i membri della comunità deve essere visibile, e questo può avvenire con qualsiasi mezzo, anche a prescindere dal contatto faccia-a-faccia.
3. La molla del desiderio: la prospettiva di un riconoscimento è una molla motivazionale potente all’interno delle comunità. Si tratta di un desiderio fondamentale. Per questo ogni comunità ha i suoi mezzi per fornire ai suoi membri più attivi e innovativi uno status riconoscibile.

Il video online, sempre secondo Anderson, muove ed accelera tutti e tre gli ingranaggi (e, nell’articolo, viene spiegato come).

Thanks Chris.

Crowd Accelerated Innovation

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