Da “MARIECLAIRE@WORK”: Il talento (e i soldi?)

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Tra marzo 2012 e marzo 2013 sono nate in Italia oltre 10mila nuove imprese femminili, pari a tre quarti del totale. Non solo stando ai dati Istat, delle 287mila partite Iva aperte dall’inizio di quest’anno, 105mila sono “rosa” (il 37%). Insomma, centinaia di migliaia di donne ogni anno decidono di “fare il salto”. Complice (forse) la crisi, la difficoltà di reinserirsi magari dopo una maternità, o semplicemente la sensazione che finalmente è arrivato il momento di dare forma a un sogno.

Ma come si comincia a fare impresa? A chi ci si rivolge per ottenere un sostegno economico? Gli americani, che di impresa sanno qualcosa, consigliano di partire con il bootstrapping, l’autofinanziamento. Basarsi sulle proprie risorse (non solo economiche) consolida il team, seleziona le priorità, massimizza gli investimenti e le possibilità del mercato. «Il passo successivo», spiega Francesco Baruffi, incubator manager della Fondazione Democenter e Tecnopolo di Modena, «è il ricorso alle 3F: family, friends and fools, un sistema che dovrebbe permettere di racimolare almeno un 30% del capitale». Dopo occorre rivolgersi altrove. Vediamo dove e come. ( continua qui )

( da Marieclaire.it )

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Da “MARIECLAIRE@WORK”: Il talento (e i soldi?)